L'idea
di una figura che riesca a sopravvivere cavalcando
dimensioni di realtà differenti a reazione
solidificante sul concetto olistico dell’amore,
provoca l’immagine di Opera Omnia
Munda Mundis: un essere di fantasia per
metà opera d’arte e per metà
umano.
Curioso e vagabondo, ritiene ogni cosa potenzialmente
pura allo sguardo di chi riesce a stare in equilibrio
sul filo complementare degli opposti.
Si costituisce sicario di sé e
si riabilita trovando le risposte ai
suoi quesiti con il coinvolgimento di personaggi
di valore intellettuale.
Ladro di mutande, le pone come pegno
di una profonda confessione in un dialogo interscambievole
tra confessore e penitente,
e le utilizza, da indumento intimo che accompagna
ogni movimento umano, a divisorio alla linea di
confine tra corpo e anima, spirito e materia,
nascita e morte.
Nel considerarle emblema di un potere materiale
destinato a capovolgimento, l'Opera non si ritiene
padrona delle proprie finché l’assimilazione
del concetto di anima, amore e libertà
non sia in suo pieno possesso.
OOMM è la consapevolezza della
commedia della vita, è gioco,
è seduzione. E’ interpretazione di
un concentrato emotivo in direzione dinamica a
favore del respiro pieno dell’esistenza.
Ingloba e trasporta il concetto di comunicazione,
movimento, espansione d'identità, d'espressione
del personaggio, motivata verso la strutturazione
di un sociale che, automaticamente, si rivela
conduttore e veicolante di nuove forme vibrazionali.
Esplosione subliminale di opera d’arte modellata
sull'effigie di cacciatrice d'anima, di giovinezza
atemporale, crede nella freschezza e nella bellezza
intramontabile del muscolo del cuore, nella straordinaria
tonicità ed elasticità di una pelle
intima che non invecchia mai.
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