Marie Claire Delamichelle
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opera omnia munda mundis Busso adagio prima d’entrare nel teatro di tante allusioni, scritte ancor prima di diventar delusioni. Cantafiabe e fata di frutta proibita, agrodolce e puntualmente scandita.

“Il Gioco di Claude”, “Il Ladro d’Anime”. Storie srotolate e cadute sull’animico sciame di un’era in albore.

La scrittrice CLAUDIA RONCHETTI schiude il senso di una passione, ed io intravedo un gesto sulla pelle che mi parla di sé.

...Rare tenerezze, si colgono avvolte nel vento, un bacio istantaneo, e si sfocano controluce.

Le sfere trasparenti son le più leggere e le più forti nel trasportar l’amore.

Vorrei che tu volassi in alto per non perdere mai il sogno, liturgia che pulsa e si ferma nel momento di morire.

La luce della tua scintilla si sgretola fra terreno ed etere… etere e veleno. E’ un’estensione inafferrabile, sprofondata nel cielo.

Le dimensioni senza limiti incutono paura, ma sono le uniche senza vincoli di spazio e di tempo.

Portami tutto ciò che riesci a vedere amore mio; aiutiamoci a spostare ogni idea che ruota soltanto su sé stessa...

Marie Claire Delamichelle e Claudia RonchettiSe per un gesto d’amore ti donassi una bacchetta magica, che uso ne faresti?
Farei apparire l’immagine del paradiso terrestre, l’accompagnerei col sonoro dell’armonia, donerei immagine e canto solo a chi non venisse deluso dalla sconvolgente semplicità e insensatezza dell’atto d’amare.

Se io fossi tua madre, che considero la sensualità femminile che ti ha generato, cosa potrei fare per te? Cucirti, cucinarti o rincuorarti?
Ricucirmi. Le fornirei i ritagli di stoffa policromi che ha sempre voluto tenere divisi grazie a un malinteso senso dell’ordine. Le chiederei di usare l’unico filo possibile, la consapevolezza dell’amore. Le chiederei di guardare il risultato senza chiudere gli occhi e non lasciarsi intimorire dall’eccentricità del mio abito.

E se fossi una sensualità maschile, traducendomi come tuo padre, che potrei fare? Indicarti la strada, condurti per mano o portarti in braccio?
Gli chiederei tre doni: la sua personale cartina del mondo che mi ha generato, la fiducia di essere più forte dell’apparenza di un corpo minuto, la certezza che la vita sia il nostro sogno migliore. Vorrei mi augurasse buon viaggio col dirmi “Vai e inventati le vie che la tua mente ti concede”

Mi ritorna in mente lo stesso interrogativo che ho esposto a Margherita Hack: trovi fondamentali differenze tra donna e uomo?
Vedo la Terra e due sfere celesti che l’abbracciano muovendosi in direzione opposta, ma unite nel ritmo di rotazione e destinate a seguire la traiettoria del pianeta fino alla sua scomparsa in un punto che ognuno di noi può chiamare come vuole. Li vedo diversi tanto da doversi specchiare l’uno nell’altro per vivere.

Dammi una tua definizione di sensualità.
Sensualità è il mio sguardo sul mondo.
Sensualità sono due corpi intrecciati in un uguale bisogno affettivo.
Sensualità è il sogno indefinito dell’infanzia che in un attimo si sprigiona e muore felice.


“…Bisognava invece che il Dio di dentro, questo Dio che in me sarebbe a tutti ormai apparso pazzo, andasse quanto più contritamente gli fosse possibile a far visita e a chiedere aiuto e protezione al saggissimo Dio di fuori, a quello che aveva la casa e i suoi fedelissimi e zelantissimi servitori e tutti i suoi poteri sapientemente e magnificamente costituiti nel mondo per farsi amare e temere…” Pirandello, da “Uno, nessuno e centomila.”
Quanto gli uomini s’inventano Dio tramutandolo in ipocrisia e arma di sottomissione?
Il Dio che gli uomini si inventano insieme è inevitabilmente un idolo che tiene unita la nostra grande tribù.
Dio di legge morale, d’ordine e d’ipocrisia, ha i tratti maschili del dominio, abile tanto da nascondere le antiche spade e mascherare i nostri peccati peggiori da virtù.
E’ un dio di idolatri che, se Dio esistesse, rinnegherebbe per primo.
Il Dio che nasce segreto e che nessuno conosce, che ci aiuta a dare un senso ai nostri atti e li unisce come appartenessero a un ordine misterioso, è un Dio grande e forse saggio nella sua follia.
Ognuno di noi, accettando l’idea che la vita sia un gioco sublime nel male e nel bene, ognuno è l’umile Dio di sé stesso.


Nel racconto “Il ladro d’anime” emerge la magia senza risposta di un essere che muore prima di aver trovato se stesso. Quanto dai importanza all’appartenenza e alla consapevolezza del Sé, nel variopinto manifestarsi della vita e se dovessi mettere in un vaso la tua anima, come ad emulare il protagonista della tua storia, fino a che punto lo riempiresti?
Straborderei, cercherei di colare dal bordo sulla terra, allagherei ogni angolo mi sia concesso. Lambirei i vasi che contengono altre anime per stuzzicarle e invitarle alla fuga silenziosa.






E tu, e tu... non puoi fuggire così,
dopo avermi sedotto l’anima,
e lasciato sulle righe d’una tua poesia:


“Un viandante cammina, non vola.
La sua àncora sono scarpe pesanti
il suo mare, la folla.
E fra questa, isolotti insperati,
sono i volti degli altri.
Altrui vite incrociate,
mondo ignoto che avanza.”

 
Edoardo Puglisi
Achille Bonito Oliva
Bruno Pizzul
Margherita Hack
 
Peppino Di Capri
 
Claudia Ronchetti
 
Ignazio La Russa
 
Franco Platania
 
Philippe Daverio
 
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