
Oltre il cancello, entro nella memoria del
tempo. Il barone FRANCO PLATANIA possiede le
sue chiavi ed è custode di magie, nelle
segrete del Castello degli Schiavi. Maniero
che avvolge, denso, chi ne sente la forza:
Pier Paolo Pasolini nel 1968 si fermò per
girare alcune scene del film “l’Orgia” e nel
1971 Francis Ford Coppola ne fece dimora per
“Il Padrino”. |
Le
interviste
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Bonito Oliva
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Cronista sportivo
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Astrofisica
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Artista
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Scrittrice
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Ultimo dei Sumeri
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Deputato dell'Hérault
Kadri Agha
Antropologo delle religioni, etnologo
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Conservatore del Patrimonio Musei di Béziers
Stefania Aleni
Editore
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…Mio
Nobile Signore avvolto in un mantello di
storia, responsabile di sostenere ricordi
sfrangiati e rinfrescare l’odore assopito
delle nostre tracce, sapore d’umani. Cos’è
successo? Cosa abbiamo fatto nei nostri
castelli in aria, e in quelli di sabbia, e
nelle stanze dei sogni ad occhi aperti?
Senz’altro amato, esecrato, distrutto e poi
edificato per poter fare ancora l’amore
dentro un girone d’assenzio e un desiderio
di vita.
Una rassegnazione spaccata dai giochi di un
bimbo che irride nell’ironia dell’ora che
passa e tintinna chiavi luccicanti con cui i
cuori troppo acerbi non potranno aprire mai
nulla… |
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Una bacchetta magica. E’
tua. Che ne fai?
Ci sono tante cose da fare in questo
mondo sfasato! Rinsavire la gente, riportare
il rispetto.
Se fossi il volto femminile che ti ha
generato, ossia tua madre, cosa potrei fare
per te? Cucirti, cucinarti o rincuorarti?
Cucirmi, in ogni senso.
E se fossi tuo padre? Indicarti la strada,
condurti per mano o portarti in braccio?
Portarmi in braccio. Sarei voluto restare
bambino a lungo perché mio padre mi portasse
in braccio. Aveva talmente tante cose da
fare che capitava raramente e questo mi è
mancato.
Sono animica ma non anemica, in questo caso
animista: che tipo d’anima ha il Castello
degli Schiavi?
Non è decisamente anemico ed ha un’anima
immensa, addirittura difficile da gestire.
E’ come il cilindro di un mago: possono
uscirne un coniglio, una colomba, senz’altro
qualcosa di sorprendente. Naturalmente
occorre saper combinare le cose e pilotarle
nel modo giusto.
C’è nelle cose, negli animali, nelle
persone, una specie di memoria storica da
rispettare, che non vuole essere l’impronta
genetica ma l’impronta energetica, il
fantasma del sé che se non viene rispettato
porta uno squilibrio alla natura stessa di
tutto ciò che esiste?
Per me è un dogma e lo lascerei con un
punto interrogativo degno di rispetto.
Le persone viaggiano per stupirsi delle
montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle
e passano accanto a se stesse senza
meravigliarsi (Sant’Agostino).
E’ vero, attuale. In questo vuoto, in
questa nullità dell’essere, contano le
apparenze e le apparizioni, la finzione
televisiva e mediatica mentre di noi stessi
abbiamo perso il senso, non sappiamo vederci
veramente, non esistiamo più.
A che indice arriva la conoscenza del tuo
Sé, dando un punteggio da uno a dieci?
Microscopica, precaria, se penso che
tutto è relativo e che ciò che sono dipende
da ogni cosa che ruota intorno a me. |